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Conservazione digitale a norma: come metterla in pratica senza grattacapi

13 novembre 2025 · 6 min di lettura

La conservazione digitale a norma e' un obbligo, ma in molte PMI viene gestita "alla buona": file su NAS, copie su chiavette, qualche backup nel cloud. Risultato: in caso di verifica, e' impossibile dimostrare l'integrita' e la data certa dei documenti.

Il problema: l'archivio non e' la conservazione

Tenere un PDF su una cartella non equivale a conservarlo a norma. La conservazione richiede firma digitale, marca temporale e processo documentato secondo le regole AgID. Senza questi requisiti, in caso di contestazione il documento non vale.

La differenza tra archivio e conservazione si scopre tardi, in genere durante un controllo.

La soluzione: un processo automatizzato

La conservazione corretta segue passaggi precisi:

  1. Apposizione di firma e marca temporale sui documenti rilevanti.
  2. Invio al conservatore accreditato AgID secondo i tempi di legge.
  3. Manuale della conservazione aggiornato e accessibile.
  4. Esibizione dei documenti su richiesta delle autorita'.

Niente lavoro in piu'

Con un DMS integrato al gestionale, fatture elettroniche e documenti fiscali vanno in conservazione in automatico, senza che nessuno debba ricordarsi di farlo.

Il modulo DMS - Gestione Documentale di Gestya.it integra il flusso di conservazione AgID con il ciclo della fatturazione elettronica.

In sintesi

La conservazione digitale non e' un dettaglio: e' un obbligo con regole precise. Affidarla a un processo automatizzato evita rischi in caso di controllo e libera tempo dall'amministrazione.

Piattaforma DMS - Gestione Documentale
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