Chi decide di automatizzare gli incassi ricorrenti si trova davanti a due strade: l'addebito diretto sul conto (SDD, l'erede del vecchio RID) oppure la carta salvata. Non ce n'e' una giusta in assoluto: dipende da chi sono i clienti e da quanto vale il canone.
Il problema: due strumenti che sembrano uguali
Entrambi promettono la stessa cosa, prelevare in automatico a ogni scadenza. Le differenze pero' emergono proprio dove fanno male: nei tempi di accredito, nel costo per operazione e in cosa succede quando qualcosa va storto.
SDD: economico, ma piu' lento e piu' formale
L'addebito diretto costa pochissimo per transazione ed e' la scelta naturale sugli importi alti. Ha pero' tre attriti: serve un mandato firmato dal cliente, l'incasso segue i tempi tecnici dell'interbancario e soprattutto puo' essere revocato dal debitore anche molte settimane dopo l'addebito.
Carta: immediata e senza carta stampata
La carta si attiva in un minuto da un link, senza moduli da far firmare: e' il metodo con meno attrito in assoluto, decisivo quando si vendono abbonamenti a molti clienti piccoli. In cambio la commissione e' percentuale, quindi pesa sugli importi elevati, e la carta ha una scadenza che prima o poi va aggiornata.
Sotto i cento euro al mese vince quasi sempre la carta. Sopra i mille, quasi sempre l'addebito diretto.
La soluzione: scegliere per fascia di cliente
Il criterio pratico e' incrociare importo e tipo di cliente:
- Canoni piccoli e molti clienti: carta, perche' l'attivazione immediata evita di perdere contratti per strada.
- Canoni importanti e clienti strutturati: SDD, perche' la commissione fissa incide meno e l'ufficio amministrativo e' abituato ai mandati.
- Portafoglio misto: entrambi, scegliendo il metodo canone per canone.
Gestya.it gestisce le due strade nello stesso posto: i flussi SEPA per l'addebito diretto e il modulo Incassi Stripe per la carta, con la stessa lista canoni e la stessa fatturazione.
In sintesi
SDD e carta non sono alternative da difendere per principio: sono strumenti con costi e attriti diversi. La scelta giusta si fa per fascia di importo, e nulla vieta di usarli entrambi sullo stesso portafoglio.